Remo Pàntano
Wine and Ink – Where taste meets the written word
Remo Pàntano
Wine and Ink – Where taste meets the written word
Alla fine degli anni Sessanta, quando frequentavo le scuole medie, la mia insegnante d’inglese ci impose di scegliere uno pseudonimo.
Io ne scelsi uno a caso: Andrew Spencer.
Poco tempo dopo venni a sapere dell’esistenza di un ragazzo che viveva in un oscuro sobborgo di Londra—Holloway—disposto a intrattenere corrispondenza con studenti stranieri.
Così iniziò tutto.
Per quasi vent’anni io e Andrew ci siamo scritti.
Solo lettere.
Nessuna fotografia. Nessuna telefonata. Nessuna prova della sua esistenza, se non le sue parole.
Poi, un giorno, sparì.
Molti anni dopo, durante la pandemia di COVID, ricevetti una telefonata inattesa.
Una donna anziana, con un forte accento londinese, parlava un italiano incerto ma comprensibile. Mi cercava da tempo.
Andrew le aveva lasciato qualcosa.
Una cassa sigillata.
Dentro trovai centinaia di pagine: manoscritti dattiloscritti, pieni di caratteri storti, quasi fossero scritti in un codice che non apparteneva del tutto a questo mondo.
Li misi da parte.
Solo nel 2024 iniziai a riordinarli e tradurli.